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Oggi 1 GIUGNO 2007 il disco dei Beatles SERGEANT PEPPER’S LONELY HEARTS CLUB BAND compie 40 anni. Non sapete di cosa io stia parlando? Avete presente il brano che ha aperto le esibizioni del LIVE 8 (l’ultima manifestazione benefica organizzata da Bob Geldof)? Ricordate Bono degli U2 che canta con Paul McCartney di fronte al pubblico di Hyde Park? Quel brano Era la canzone che dava il titolo al disco di cui voglio raccontare. Il fatto che sia stata scelta per introdurre al mondo un’occasione tanto importante basta a dire quanto la canzone del sergente Pepe abbia rappresentato.
Mi sono chiesto a lungo come impostare questo articoletto celebrativo. Insomma come avrei agito nel modo migliore? Riportare dati statistici ed informazioni tecniche o limitarmi ad aprire il campo alle mie sensazioni? Mi dicevo che nel primo caso avrei magari attirato qualche esperto e forse avrei stupito qualche neofita paziente disposto a leggersi tutto. No. Il mio fine magari lo dirò al termine di questa righe, ma non si sposa affatto con lo stile puramente giornalistico. Quindi da qui ragazzi miei si inizia a svalvolare in allegria. Ci stiamo teletrasportando un periodo in cui la musica si trovava alle porte di cambiamenti importanti. In quel momento erano ancora in piena attività i mitici Beatles. L’importanza del loro nome e le aspettative erano tali che per la prima volta si apprestavano ad andare in studio di registrazione senza limiti di budget o di tempo. Insomma, avevano il potere di fare tutto quello che volevano. Dopo anni di attività il loro stile musicale e compositivo era mutato mille volte e sembrava che ormai tutto fosse stato fatto. Ma non era proprio così. Dimenticavo di dire che ci troviamo nel 1967. Avete presente? Ma torniamo alla genesi del disco, il più bello, forse il più famoso di tutti i tempi. Il lavoro su quei brani arriva in un momento in cui i FAB FOUR erano ormai logorati dalla loro popolarità e per cercare un sistema utile ad uscirne decisero, sulla spinta delle idee di Paul McCartney, di crearsi delle identità alternative e parallele alle loro. Nacque così la Banda dei Cuori Solitari del Sergente Pepe. Se ricordate la foto di copertina i quattro di Liverpool sono vestiti con delle uniformi proprio da banda di paese. Ma andiamo in profondità. Entriamo in questo disco. Le canzoni sono tredici e tutte eccetto una sono dovute a Lennon e McCartney. Il lavoro per la creazione dei brani divenne incredibilmente teso a cercare la perfezione. Ore ed ore di lavoro per cercare il suono con la S maiuscola, prove su prove per modificare singoli pezzi di canzoni che non andavano bene ci hanno consegnato un lavoro meraviglioso. Potrei scrivere qualcosa qui, ma non voglio essere pesante e quindi mi limito ad invitarvi a leggere qualche testo del disco. Si è detto che è stato il primo CONCEPT ALBUM. Credo sia vero. Si è detto che la lavorazione ha visto un consumo esagerato di droghe. Si, vero anche questo. Ed in questo senso devo dire che tante volte mi sono chiesto se le droghe siano state davvero la chiave per LUCY IN THE SKY WITH DIAMONDS o se in WITH A LITTLE HELP FROM MY FRIENDS il buon Ringo volesse dire “da solo non riuscirei ad arrivare in fondo alla canzone perché sono troppo fuori”. Insomma mi chiedo se questo disco senza droghe ci sarebbe stato. Se non l’avessimo avuto sarebbe mancato un pezzo di storia. Dovete sapere che è stato il primo album con i testi delle canzoni insieme alle note di copertina e che per la prima volta i 4 cantanti inglesi hanno creato una continuità tra i brani. Tra una canzone e l’altra non c’è stacco. Di recente ho letto un’intervista del produttore del gruppo che racconta le sue paure sul come queste cose sarebbero state accolte dal pubblico. Non dimenticate che eravamo negli anni 60. ma tutto andò bene. La presentazione di questo disco sconvolse positivamente il mondo. Ricordate la foto di copertina? Se tra voi ci fosse qualche smemorato sono sicuro che riguardandola (la pubblico sotto) ricorderà di averla già incontrata. È opera di un genio (Peter Blake) ed ancora oggi la si vede riportata sui libri e copiata in molti settori. La presentazione, diciamo “l’involucro”, era quindi molto affascinante. Ma il contenuto? Lasciamo perdere i miei gusti e la mia passione. Mi limito a dire che penso che quel disco abbia accontentato tanti tipi umani diversi. Dal manifesto generazionale/femminile di SHE’S LEAVING HOME passavamo alla macabra visione di A DAY IN THE LIFE, attraverso la passeggiata onirica di LUCY IN THE SKY WITH DIAMONDS.
L’influenza di Pepper fu tanto grande da ispirare molti e molti dischi successivi. Uno per tutti? WE’RE ONLY IN IT FOR THE MONEY di Frank Zappa. Qui la fantasia beatlesiana veniva trasfigurata in chiave satirica dalla fantasia del musicista californiano.
Ma torniamo alle canzoni dei Beatles.
Tante cose potrebbero essere dette su questi fantastici brani. Mi limito ad aggiungere una cosa sola a quanto ho già detto. In quel 1967 McCartney cantava QUANDO AVRò 64 ANNI.
Questo brano lo rappresentava in una maniera che non ha niente a che vedere con quello che è oggi, che davvero ha 64 anni. E mi allaccio a questa nota per dire che in corrispondenza con l’anniversario dei 40 anni dall’uscita di PEPPER il mitico sir Macca ha deciso di far uscire il suo nuovo album pop intitolato MEMORY ALMOST FULL. Ho sentito solamente il primo singolo e devo dire che trovo che quella canzone abbia un ritmo trascinante. Sono fiducioso su quanto ancora non ho ascoltato. Ho letto critiche. E so che il tono di questi brani non è affatto beatlesiano. In questi anni questo signore inglese ha avuto la voglia e la passione sufficienti a non smettere di studiare. Ha imparato ad usare strumenti nuovi ed oggi continua imperterrito per la sua strada. Nel 1967 non sapevano che cosa stavano facendo e non sapevano che cosa avrebbe suscitato il loro lavoro. Ora forse i risultati saranno meno eclatanti, ma mi chiedo che cosa si debba provare sapendo che anche prima della tua morte sei considerato un autentico mito e tanti giovani musicisti attingono a piene mani dalla tua esperienza. Ora comunque chiudo. Sicuro che il SGT PEPPER E LA LONELY HEARTS CLUB BAND continueranno a suonare per altri 40 anni. Forse anche di più! Ed arrivo a concludere spiegando la finalità che volevo svolgere con questo post. Spero che anche un solo lettore si sia incuriosito. Se anche uno solo andrà a leggere un testo o magari comprerà il disco, beh non riceverò un bonifico dalla APPLE ma sarò contento.
LA MITICA COPERTINA-OGNUNO DEI COMPONENTI DEL GRUPPO SCELSE I SUOI PERSONAGGI. NE VENNE FUORI QUESTA SCENA DECISAMENTE AFFOLLATA MA COMUNQUE DI GRANDE EFFETTO.

SI LAVORA ALACREMENTE NELLO STUDIO DI ABBEY ROAD. SI RICONOSCONO DA SINISTRA A DESTRA RINGO STARR, JOHN LENNON, GEORGE HARRISON E PAUL McCARTNEY
PRESENTAZIONE ALLA STAMPA DEL DISCO ORMAI CONCLUSO. LA FOTO è SCATTATA NELLA CASA DEL MANAGER STORICO CHE MORIRà NEL GIRO DI POCO TEMPO.
IMMAGINE TELEVISIVA. IL GRUPPO PORTA GLI STESSI COSTUMI INDOSSATI PER LA FOTO DI COPERTINA. SIAMO IN PIENO NELLA FASE DI PROMOZIONE DEL NUOVO DISCO
Ed ora aggiungo un piccolo PS...
ED ORA UNA SECONDA EDIZIONE...TANTO PER ACCONTENTARE TUTTI I GUSTI...
ODDIO QUESTA TERZA VERSIONE...NON POTEVO PROPRIO TRASCURARLA
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So bene che questo post non interesserà a molti, ma va bene lo stesso. Chiudo gli occhi su questa giornata trascurabile con le note di IMPRESSIONE DI SETTEMBRE della PFM nelle orecchie. Ho conosciuto questa canzone in un momento del passato in cui ero preda di solitudine e dubbi. Non sapevo dove stavo andando e ricordo solo la mia immagine riflessa in una vetrina mentre leggo LA STORIA di Elsa Morante. Ora quelle sensazioni sono vive e d'improvviso presenti. La ragione? Niente di importante. Che cosa sarà domani? Più o meno lo immagino. Perchè in questo momento una rabbia profonda sta prendendo corpo in me. Tra qualche giorno sarò chiamato ad una prova forse importante e non mi sento ancora carico a sufficienza. La giornata è stata brutta. Spero che domani sia meglio. In questo momento probabilmete Mancano le forze per articolare un discorso sensato. Però so perchè ho iniziato a scrivere questo post. Voglio lasciare un monito a me stesso e voglio scuotere quello che ho sotto il collo, cioè il mio corpo tanto stanco in questo momento. Devo muovermi e voglio farlo. In questo istante ci siamo io e lui. Lui chi? Non importa. Inizia il conto alla rovescia. E l'unica cosa che conta è trovare GLI OCCHI DELLA TIGRE. L'unica cosa che mi importa è creare in me la giusta determinazione. Questo farò. Questo è quello che voglio fare. Ed a volte la vita ti riserva sorprese davvero bislacche. Ero sicuro di avere dalla mia determinate certezze, ma si sono dissolte in una nuvola di fumo puzzolente. Cambiare i miei piani adesso significa tentare un'impresa quasi disperata. Me ne rendo conto. Ma ci voglio provare. Se la "cosa" riuscisse sarebbe obiettivamente tutto più semplice. Mi auguro, per una volta, di essere assistito in questo settore da una qualche mano benevola. Ora chiudo e torno alla mia attività. Sperando solo di avere imboccato la giusta via.
Ore 10 e 43 di martedi: AGGIUNGO UN POST SCRIPTUM perchè ho bisogno di capire se il mio contatore visite è finto oppure no. Chiedo cortesemente ai visitatori di lasciare un segno del loro passaggio, fosse anche solo un punto esclamativo, una virgola, un ciao. Vorrei capire se il numero visitatori che risulta e quello effettivo sono più o meno corrispondenti. GRAZIE
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La scrittura è finzione. Questo lo sanno tutti. L'autore si trasforma nella voce narrante e nel compiere questa trasformazione può diventare qualsiasi cosa (uomo, donna, bambino, prete,carcerato e perfino animale). Trovo che sia una delle cose più divertenti della scrittura. Assumi le caratteristiche di chi non sei e tenti di rendere il tutto verosimile. Ed è una cosa molto importante.Eh si perchè se non riesci in questo scontenti il lettore. Ma invece provi ad anticipare le domande che il lettore si farà nel corso della lettura e cerchi di tratteggiare personaggi più possibile realistici. Ho scritto un sacco di cose diverse e stamattina mi andava di postare un piccolo brano. Il mio intento? Non lo so. Chiedete alla voce narrante. Ho provato a darle la vita e poi è andata avanti da sola. :-)
Cercare l’onestà sul fondo di un bicchiere era ormai un’abitudine. Passi il giorno ad uccidere la gente e poi che fai? Vivi le tue sere in bar sempre più squallidi sperando di trovare risposte che forse non esistono. Come le scene di un brutto film girato dal solito regista che guarda solo agli effetti speciali, i flash delle detonazioni sono sempre davanti ai tuoi occhi, anche quando li tieni chiusi ed affossi la testa sotto un cuscino troppo piccolo per nasconderti ai sensi di colpa. Quindi? Quindi scappi, scompari, ti eclissi e dici basta. Ma l’odore del sangue non ti abbandona. È più veloce dei tuoi spostamenti ed è talmente infido che ti seguirebbe anche in capo al mondo. Che cosa succede a quel punto? O cedi alla pazzia per smettere di ossessionarti o cedi alla ragione ed allora un bel giorno usi la tua pistola. La usi su di te. Ti infili la canna in gola e ciao..finalmente hai chiuso. Ma chi è felice a questo mondo? Chi conosce la ricetta per l’eterno sorriso? I preti, i bambini e le puttane. I primi lo fanno per vocazione i secondi per indole e le terze per lavoro, per accaparrarsi clienti. Puoi essere gobbo o senza denti ma loro ti sorridono lo stesso. I primi ti dicono che devi stare sereno perché se sei buono non devi temere nulla, i secondi ti chiedono di comprargli un giocattolo, sempre uno di troppo, e le terze di tirare fuori i soldi ..e qualcosa d’altro. In ogni caso cercano di entrare nella tua testa. Ora tu che mi guardi boia, hai fretta. Lo capisco da come ti gratti nervosamente la testa. Non posso nemmeno dirti quello che sono? L’alternativa è che ti chieda chi sei tu. Dovrei chiederti perché per vivere inietti la morte nel braccio di qualche povero disgraziato. Io almeno lo so quello che sono. Tu invece non te ne rendi neanche conto. Vieni, procediamo, e poi lo so dove andrai. A casa da tua moglie, felice per avere tolto di mezzo un altro criminale. Ma io non sono pericoloso. Non sono uno di quelli da togliere di mezzo, non sono un mostro, ho fatto qualche cazzata. Ora non lo rifarei più quello che ho fatto e potrei servire a qualcosa, alla comunità. Ma non importa a nessuno. Non conta che io mi sia pentito. Sappi che il mio pentimento mi rende libero. Tu invece continuerai a pensare a me. Non negarlo. E allora buona convivenza col tuo senso di colpa amico mio.
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Devo riconoscere che a volte mi fisso su cose di nessuna importanza. Stro..ate diciamolo. A maggior ragione quando il mio povero cervello è chiamato a qualche superlavoro questa "cosa" si innesca in maniera straordinariamente subdola. Scusatemi in anticipo.
Sere fa, mentre facevo uno dei miei giri serali sul pc, ho per caso captato le voci provenienti dalla televisione. Stavano trasmettendo un reality che a dire il vero avevo già incrociato. Si intitola LA SPOSA PERFETTA. Lo conoscete? Un gruppo di allegre fanciulle si contende lo scettro di moglie da guinness. Dall'altra parte della barricata sono stabilmente posizionati alcuni uomini di varia età, ceto sociale e costituzione fisica. La particolarità? Sono accompagnati dalla mamma. Ho ascoltato una di loro parlare per non più di due minuti e devo dire che l'unica cosa che spero è che sia tutta finzione. Mi auguro siano delle attrici. Lo stereotipo della suocera rompiscatole è diventato una pallida ombra di fronte alle intemperanze di questa cara signora. Parlava del figlio in maniera tale che pensavo che da un momento all'altro potesse cambiargli il pannolino in diretta televisiva. E mi sono chiesto se a quaranta e passa anni è possibile essere ridotti a quel modo. Si perchè guardando quel concorrente mi dico che non può avere meno di 40 anni, ad essere generosi 35 anni. Mi prende un colpo quando dice di avere solo un anno più di me e cioè 29 anni. Ve lo devo mostrare. Ditemi voi se sono pazzo. Si chiama Vittorio ed ha in effetti 29 anni (la mia fonte è il sito della trasmissione).

Sono sconvolto. Non solo il "maschio" italiano fa la solita figura da mammone esagerato, ma hanno anche scelto un campionario di gente che vabbè, lasciamo perdere. Questo è quanto mi è inizialmente balzato agli occhi. Non ho visto abbastanza per capire quale tipo di ruolo sia stato destinato alle ragazze. Se mi faccio un'idea magari vi dico. Ovviamente sto scherzando.eheheh. In ogni caso ho anche fatto caso ai presentatori. Insieme alla graziosa ed elegante Roberta Lanfranchi hanno messo un mito, un autentico capostipite della televisione italiana che credevo ormai sepolto da anni di silenzio. Ricordate Cesare Cadeo? Io si. Lo trovo simpatico, anche se un pò stagionato. In ogni caso tutte le volte che penso a lui mi torna in mente un filmato che avevo scaricato dal sito della GIALAPPAS BAND. Ora lo allego. Così faccio esercizio. Vediamo se riesco a caricare un filmato. Ciao!
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In un momento di totale apatia mi appresto a raccogliere il testimone da Kyashan e racconto 5 libri che per me significano qualcosa. Ho pensato molto a quale criterio adottare. Escludere i saggi? Oppure no? Escludere i classici universali? O includerli? L'idea è quella di dire da quali libri non mi separerei mai e quindi arrivo al punto di dire che non adotto alcun criterio particolare. Scrivo e basta. Pronti via..
p.s. Ammetto spudoratamente di copiare il sistema che ho visto usato da Vyoletta. L'idea di mettere le foto di copertina è davvero bella.

1- ASSASSINIO SULL'ORIENT EXPRESS di Agatha Christie- Per chi ancora non lo sapesse io scrivo e scrivo prevalentemente gialli. Non potevo quindi non iniziare con la maestra in assoluto del genere. E la mia scelta cade su uno dei suoi libri più famosi (diverse volte riportato sul grande schermo) che poi è il mio preferito. Che dire? Probabilmente chi non ha letto il libro avrà visto il film. La struttura di questa storia è perfetta. Crea confusione, fa fare teorie al lettore e sul più bello lo lascia a bocca aperta. A distanza di anni e dopo circa venti libri della Christie che ho letto non riesco ancora a capire come una signora come tante potesse "studiare" cose del genere. Probabilmente però non devo allambiccarmi il cervello. Devo limitarmi ad ammirare la pura genialità.

2- NOTRE DAME DE PARIS di Victor Hugo- Ho amato ed amo alla follia le musiche di Cocciante ed il lavoro teatrale che ha girato il mondo e battuto ogni record. Amavo pazzamente il libro dello scrittore francese. Ogni personaggio è incasellato alla perfezione in una struttura ampia e corposa ed ogni personaggio allo stesso tempo è una piccola storia a sè. Meraviglioso. C'è poi tutto quello che si vuole cercare. Si sorride a volte e ci si commuove con più frequenza. Ma la cosa più forte è probabilmente quella di riuscire a vedere i personaggi muoversi in un mondo che al limite possiamo solo immaginare visto quanto è distante da noi. Non lo viviamo quel mondo, ma è come se i suoi abitanti fossero per noi chiari come il sole. Senza tempo!

3- IL CANE DI TERRACOTTA di ANDREA CAMILLERI- Qui devo contenermi. Prometto di tentare. Questo arzillo signore ormai non più giovanissimo è tra i viventi per me l'autentico MAESTRO. Riesce a plasmare storie in cui trovi tutto. Ridi piangi e rifletti trovandoti alla fine senza neanche rendertene conto. Ho letto tutti i suoi romanzi ed ho scelto questo, il mio preferito. La forza di questo libro è il forte richiamo al passato. La tradizione si intravede nel corso di tutta la storia che è comunque ambientata ai giorni nostri. Lo so che molti sono frenati dal leggere Camilleri per via della lingua di difficile comprensione. Ma assicuro che il dialetto è poco e si capisce benissimo. Unico neo? Se si legge con attenzione si trova subito il colpevole.

4-IL GIOVANE HOLDEN di j.d. SALINGER- Ammetto che la mia curiosità verso questo libro è scattata in una maniera un pò particolare. Avevo sentito che l'assassino di John Lennon era stato convinto da questo libro ad uccidere. Parti del testo erano diventate una specie di mantra che lui ripeteva costantemente. Ho comprato il libro e l'ho letto. Che cosa ne ho tratto? Primo che l'assassino di Lennon era davvero fuori di testa perchè nel libro non c'è nulla di scombinato e secondo un gradevolissimo affresco sul disagio giovanile ambientato in un momento storico che non ho vissuto.

5-RITRATTO DI UN ASSASSINO-Patricia Cornwell- Devo dire che questo ultimo libro è quello che mi ha dato più perplessità. In realtà ero in dubbio fra questo ed altri 3 o 4. Ma alla fine ho scelto questo perchè può secondo me essere davvero interessante e curioso. Immagino che tutti conoscano l'autrice e beh dovete sapere che questo libro raccoglie i risultati delle lunghissime indagini compiute sull'identità del famigerato Squartatore. Lei è convinta di averlo individuato. E ce lo dimostra in maniera davvero convincente. Volete sapere chi è? Leggete il libro:-)
Ed ecco che arriviamo alla fine. Spero di avere scritto un post simpatico. Ma la catena immagino debba continuare. Allora invito a dare qualche titolo:
1-AMICI ANIMALI
2-CLAUDINE2007
3-CZED
4-GENGIS KHAN
5-SABRY
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Nome |
Gianluca Vialli |
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Soprannomi |
Rambo Vialli , l'idolo di Gardo |
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Nato |
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Paese |
ITALIA |
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Nazionalità |
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Passaporto |
ITALIANO |
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Morto |
, |
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Altezza |
180 cm |
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Peso |
81 kg |
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Dati agonistici |
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Disciplina |
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Specialità |
FARE GOL |
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Carriera |
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Giovanili |
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C1 2 (0) |
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B 103 (23) |
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A 223 (85) |
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A 102 (38) |
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58 (21) |
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Totale Serie A |
325 (123) |
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59 (16) |
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Incontri disputati V S |
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Questo post farà forse strabuzzare gli occhi a quei pochi ma molto affezionati lettori abituali che mi ritrovo. Non sono impazzito. Il calcio non mi appartiene nella maniera più assoluta, ma oggi voglio fare un'eccezione. E siccome io stesso non ricordo molte cose ho voluto introdurre l'argomento con un pò di dati biografici e tecnici. Si parla ovviamente di Gianluca Vialli. Si, ok, un calciatore come tanti. Ma per voi forse. Nel senso che per la gente di Genova quell'uomo è stato una bandiera, un eroe. Era più amato del sindaco e del cardinale. Si parla di diversi anni fa. A quel tempo il calcio per me era tutto o quasi. Come tanti ragazzini amavo sentire aneddoti e mi piaceva dire la mia. Anche io adoravo il mitico numero nove. Ma un giorno accadde che ragioni economiche indussero il compianto presidente blucerchiato Paolo Mantovani a vendere il pezzo pregiato, il bomber adorato e conteso dalle maggiori società calcistiche italiane e non. Fu la catastrofe. Ricordo amici che piagevano. Io tornai a casa ed in un momento di enorme e furibonda collera presi una foto che mi ritraeva con il calciatore e la feci a pezzi. L'ho ritrovata. Ora ve la mostro. Potete vedere i segni del ricongiungimento dei vari brandelli (mi sono pentito subito dopo l'atto di violenza insensata).

Oggi quel ragazzino è tornato improvvisamente a galla. Il nostro ex idolo potrebbe a breve diventare il nuovo allenatore della Sampdoria. La cosa è tuttaltro che sicura, ma le voci si rincorrono insistentemente da questa mattina. In città dicono sia quasi cosa fatta. L'immagine di quell'ex goleador che torna sullo stesso campo di allenamento a distanza di anni, mi ha fatto sorridere. Sono tornato indietro con la memoria ed ho ripensato a fatti ormai sepolti. Magari non tornerà, ma è comunque stato bello immaginarselo.
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Cara S.,
mi fermo un secondo dopo una mattinata a dire il vero non troppo faticosa e penso a te, rifletto su di voi. E sai che cosa ti dico? Ti dico che invio un enorme augurio che il prossimo futuro sia come credo esprima bene questa foto. La luce e la serenità di una bella giornata di sole sono a portata di mano. Te lo meriti. Ve lo meritate. Ed io vorrei avere il potere di regalarvi questo, ma non ce l'ho. Sono solo un povero studente aspirante troppe cose che cerca risposte avendo in testa sempre troppe domande. Ma una cosa la so. Non ci sono dubbi. Il mio appoggio ed il mio abbraccio non mancheranno mai. Sarò lì finchè tu vorrai farmi restare e sorriderò con te e ti stringerò in un abbraccio stretto. Sono ottimista e so che presto potrai subire le mie richieste di organizzazione di una giornata al mare o di una simpatica passeggiata altrove. Penso positivo perchè so che ce la faremo. Troppe cose parlano in questo senso. Ed ora potrei dire le cose che già ho detto ieri e l'altro ieri ed i giorni precedenti. Ma le sai. Domani sarà una giornata difficile, una vera battaglia. Ma sei in grado di affrontare ogni cosa nel modo migliore. Gli strumenti che stai acquisendo si radicano su una base forte. Lo so, il passato forse mi direbbe il contrario. Ci sono fasi della tua esistenza che non ho vissuto. Ma ti dico che la persona che vedo oggi è preparata e si conosce, sa dare spiegazioni e farsi domande. Quella è la persona speciale di cui dicevo nel titolo. E non è una delle solite banalità che chi ricopre un ruolo come il mio potrebbe dire. Trovo che "persona speciale" sia per me ciò che è per te "sono tutto tuo". Ma in questo caso faccio un'eccezione. Sei una persona che si distingue dalla media. Ed è per questo che ti sto vicino. Voglio rubare un pò di segreti. :-) Domani saremo insieme. Ricordalo. Io sono con te sempre. E quando saremo in una fase di raggiunta serenità allora potrai pensare di vedere quello che per me è il migliore mare del mondo. Sotto te ne metto una foto. Il mio augurio (secondo di questo post/lettera) è che ci sia alle porte una stupenda estate. Insieme. :-)
DAVIDE

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Che cosa è per me la paura? Me lo sono chiesto ieri sera ma poi il discorso è finito lì dove era cominciato. Ho chiuso gli occhi e con loro pure il discorso. Stamattina sistemavo alcune foto e vedendo questa tutto è tornato in superficie. Guardo questo scatto non certo eccelso fatto da me e mi rendo conto che i mattoni di questa strada richiamano tanto di un passato ormai sepolto. Vedo quell'ombra ed è come se il me stesso di oggi che faceva la foto fosse in realtà il me stesso bimbo insicuro che passava per quella stessa via del mio paese. La paura a quel tempo era fattore comune a tutte le mie giornate. C'era sempre qualche ragione per correre nel mio "porto sicuro", cioè nella mia casa a cercare rifugio. Mi sentivo come probabilmente non ero e quindi avevo paure che avrei potuto vincere con solo un pò di buona volontà ed un pò d'impegno. Avrei dovuto capire che era vero quanto dicevano "i grandi", ma non lo capivo. Il miglior modo per uscirne è sempre quello di buttarsi a capofitto nelle cose. Oggi, che è passato ormai del tempo, ho imparato come si affrontano quelle paure. Penso sia già qualcosa. Sono una persona meno insicura di un tempo. Ma se quelle paure sono scomparse, altre sono subentrate. Sono paure diverse, dovute all'età. A volte mi capita ancora di sentire la voglia di raggomitolarmi in un angolo e cercare di passare inosservato, ma non lascio più che queste sensazioni si manifestino indisturbate. Ho realizzato che nella mia testa in quei momenti, quali che siano le paure, deve avere spazio un sergente istruttore dei marines. Devo scuotermi da solo. Anche perchè le persone che abbiamo a fianco possono pure aiutarci, ma se non ci muoviamo noi tutto è inutile. Oggi nel complesso sto meglio rispetto a quei tempi, ma quella strada mi ricorda (e credo mi ricorderà sempre) sensazioni antiche. Non è un problema. Credo sia la vita. Ma siccome il mio paese mi evoca anche sensazioni decisamente dolci voglio aggiungere una foto.
Eccolo, almeno in parte. In questo posto ci sono cresciuto ed è normale che ci siano tante sensazioni. Ci sono io sotto mille aspetti. Ci sono i giochi ed i pianti, le persone che mi conoscono da sempre e quelle che conoscevo e che non ci sono più. Questo posto mi ha visto cambiare ed io ho visto cambiare lui. Ma siamo entrambi ancora qui. Le paure ci sono ma la cosa importante è appunto evolvere e migliorarsi. Sempre e comunque avere la voglia di evolvere e migliorarsi. Le persone non possono cambiare radicalmente, non lo credo, ma penso che se vogliamo possiamo aiutarci da soli. Possiamo adottare piccoli o grandi accorgimenti per smussare gli angoli del nostro carattere che non ci piacciono. Proprio per questo motivo non tornerei mai alla mia infanzia. Oggi mi piaccio molto di più.
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ECCOCI! ENTRATA DELLA FIERA DEL LIBRO. PER LA PRIMA VOLTA NELLA MIA VITA MI APPRESTO A VISITARE QUEST'ESPOSIZIONE FANTASTICA

LO STAND DELLA CASA EDITRICE KIMERIK (WWW.KIMERIK.IT) CHE HA PUBBLICATO IL MIO PRIMO ROMANZO (L'EDEN)

QUANTA GENTE ALLA FIERA! QUANTI LIBRI ESPOSTI! E CHI IMMAGINAVA CHE CI FOSSI ANCHE IO???

INIZIA LA CONFERENZA- ORE 18 SALA ARANCIO. L'EDITOR DELLA CASA EDITRICE INIZIA AD ESPORRE LA POLITICA EDITORIALE KIMERIK E PARLA DI ALCUNE DELLE PUBBLICAZIONI PIù RECENTI. L'EDEN è Lì IN MEZZO!!

LA DOTTORESSA SCAFIDI (L'EDITOR) HA FINITO LA SUA PARTE ED ORA INIZIA A CHIEDERE IL PUNTO DI VISTA DEGLI AUTORI PRESENTI. UNO AD UNO SALIAMO SUL PALCO. ECCOMI. SONO IL PRIMO!

RACCONTARSI NON è SEMPLICE. ORA CERCO LE PAROLE PER DIRE CHE COSA RAPPRESENTA PER ME "SCRIVERE"

LA DOTTORESSA MI GUARDA SORRIDENTE. MA CHI SA CHE STAVO DICENDO IN QUEL MOMENTO??

FOTO FINALE. TUTTI GLI AUTORI PRESENTI SONO FOTOGRAFATI INSIEME COME UNA SQUADRA DI CALCIO. QUESTO ED ALTRI SCATTI SARANNO A BREVE PUBBLICATI SUL SITO DELLA CASA EDITRICE (COSì ALMENO MI è STATO DETTO :-(..)
Come inizio direi che non c'è male. Sperare che questo blog possa mantenersi sullo stesso livello ad ogni post credo sia arduo, ma in ogni caso sono contento di poter rendere visibile qualche scatto in più di un giorno davvero memorabile. Domenica 13 maggio 2007 presso la SALA ARANCIO all'interno della FIERA DEL LIBRO DI TORINO ho potuto fare un intervento inerente al mio primo (spero non ultimo) romanzo. Dire che cosa ho provato vedendomi offerta una simile possibilità non è cosa semplice da definire. Penso alla fatica fatta nei mesi precedenti per trovare un luogo nella mia città che ospitasse una presentazione de L'EDEN (il mio romanzo) e sorrido vedendo dove ho potuto parlare. E chi l'avrebbe mai detto? Insomma, solo poco tempo fa me ne stavo nel chiuso della mia stanzetta a vagheggiare su mondi di fantasia ed ora ho queste foto a testimoniare il raggiungimento di un piccolo risultato. Che emozione sentire la mia voce rimbombare in quella sala e guardare i volti della gente che avevo davanti a me. Non ci sono parole per esprimere quello che ho provato. Parlare a Torino è stato un piccolo grande motivo di vanto e di orgoglio personale. La strada ancora è lunga. Il mercato dell'editoria è denso di difficoltà incredibili. Come diceva Morandi UNO SU MILLE CE LA FA, ma la passione è troppa e la voglia di andare avanti si alimenta con quella. Non posso farci nulla. Continuerò a "vendermi" come potrò e riterrò più opportuno. Almeno ci avrò provato. E se avrò altri momenti memorabili come quello di domenica scorsa potrò dire di essere stato fortunato.
n.b. NEI PROSSIMI GIORNI SPERO DI POTER AVERE GLI SCATTI ESEGUITI DAI RAPPRESENTANTI DELLA CASA EDITRICE. INTEGRERò IL POST
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