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DUE PAROLE TRA AMICI IN ALLEGRIA E LEGGEREZZA, MAGARI ANCHE RIUSCENDO A TRARRE QUALCHE INTERESSANTE OSSERVAZIONE

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Il mio libro

venerdì, 29 giugno 2007 ore 12:46

Dove stiamo andando? Onestamente non lo so, ma d'istinto mi viene da dire INDIETRO più che AVANTI. Quanto sto per dire magari non farà piacere, ma non è importante. Che tutti si sentano liberi di rispondermi quello che credono, a patto che siano rispettate le regole della buona educazione. Ma parlo per niente, so bene che questi discorsi non servono con i miei lettori abituali. Insomma, il succo della questione è che ieri sera mi sono trovato a sentire al telegiornale una notizia che mi ha piuttosto sconcertato. Il papa ha disposto che i sacerdoti abbiano presto la facoltà di decidere se celebrare la messa in latino. Forse anche rivolgendo il volto al tabernacolo, proprio come si faceva una volta. Ma santi numi, mi dico mentre mangio il mio pollo, come può essere che si sia arrivati a questo punto? La Chiesa è accusata di agire in maniera retrograda e questa sarebbe la risposta? Questo sarebbe il modo per dimostrare alle persone che la Chiesa guarda al futuro? Sinceramente come dicevo prima sono sconcertato. Ma la storia non finisce qui. Ho passato la mia serata scrivendo, leggendo e guardando un pò di tv. Prima di andare a nanna, prostrato di fatica e con gli occhi simili a due melanzane per il troppo tempo al pc, mi sono ricordato che la mia amica Veronica in giornata mi aveva parlato di Mentana e di quello che sarebbe successo a Matrix. Ho acceso su canale cinque, vinto dalla curiosità. Lo ammetto. Il buon Enrico, con dei capelli che sono sempre più simili a quelli di Ninetto Davoli, moderava un parterre di esseri a dir poco immondi. In collegamento non so bene da dove c'era quel fotografo tanto simile a Big Jim, Fabrizio Corona. Lo ammetto, la prima cosa che ho notato è che era vestito come Al Capone. Ma penso che questo conti poco. Ragazzi vi dico onestamente che non ho retto per più di cinque minuti. Il tono della questione non era intollerabile come può essere quello di una trasmissione di Biscardi, dove le voci si accavallano talmente tanto che sei obbligato a cambiare canale. I discorsi si riuscivano a seguire, ma l'unica reazione umana che penso potessero suscitare era un bel conato di vomito. O anche più di uno. Onestamente, superato il momento di curiosità, torno al mio precedente pensiero. Chi se ne frega?? Chi se ne frega di quale donna dello spettacolo si è prostituita? Chi se ne frega di chi ha pagato chi?? Chi se ne frega di chi ha comprato cocaina e l'ha usata nel  bagno di discoteche o sullo yacht di un politico?? Hanno rotto le scatole. Questi tizi hanno troppo spazio. E mi dispiace quasi vedere che Mentana si trova a gestire sarabande di questo tipo. Una volta lo reputavo un giornalista serio e coscienzioso. Ora..mi da la nausea. L'unico tratto interessante della sua MATRIX è che la sigla è tratta da un noto brano di Paul McCartney. Posto il video, tanto per non smentirmi. CIAO

 

INTEGRO CON UN MIO RACCONTO. POSTERò CON MAGGIOR CALMA LUNEDI. BUON FINE SETTIMANA!

"Correre. Correre sempre. Ora glielo faccio vedere io chi deve correre". Andrea era fermo sulla porta di casa, preda di una collera esplosiva. Rientrò dentro, prese un coltellaccio da cucina e tornò sul pianerottolo. Le urla di Gigliola, la sua amante, gli martellavano il cervello come mai era successo prima. Tante volte aveva sentito i litigi tra lei e suo marito, ma questa volta la violenza doveva essere peggio del solito. La povera donna si lamentava ormai da più di 10 minuti. Franco, il marito, era un alcolista cronico e la stava picchiando, come accadeva più o meno tutti i giorni. Per questo Gigliola aveva finito per mettersi con Andrea, che almeno la rispettava. Violenza domestica scatena tradimento. Niente di più scontato direte voi. Si, se non fosse per il fatto che Franco era il padre di Andrea e Gigliola la matrigna del giovane. Andrea inghiottì letteralmente le scale che lo separavano dalla casa paterna. Salì brandendo quella lunga lama, pronto a fare chissà che. Le scale erano poche ma furono abbastanza per lasciare ad Andrea il tempo di pensare. Aveva sentore di quello che di lì a poco sarebbe potuto succedere. Per un secondo davanti alla porta chiusa vide l'immagine di lui che uccideva suo padre. Poteva avere tanto coraggio? Sarebbe arrivato al punto di segnare per sempre la sua vita? E per cosa poi? Per un pò di sesso a buon mercato. Niente di più. Gigliola andava con lui. E se per caso andava anche con altri? Si figurò il padre che la trova a letto con un altro. Esitò. Ed il coltello franò sul pavimento. In realtà la paura l'aveva paralizzato. Sudava ed era confuso. La donna che solo due minuti prima avrebbe voluto vedere partorire i suoi figli ora non lo convinceva abbastanza per dargli la forza di sfondare quella porta. Una volta dentro magari non avrebbe neanche dovuto fare nulla. Sarebbe bastato farsi vedere. Ed allora il padre avrebbe posto fine alla violenza, spaventato dal coltello. Ma non ci riusciva. La paura era troppa. Non si sarebbe imposto su quell'uomo, che per una vita l'aveva allenato ai cento metri piani. Suo padre da giovane era stato un campione. Ottimi livelli in breve tempo. Ma si sa come vanno queste cose. Se anche riesci a vincere qualche gara a sedici anni non è detto che tu non venga soppiantato da qualcuno che è più bravo. Succede tutte le volte. Solo che a Franco avvenne troppo presto. A 25 anni era padre, ma soprattutto non era più un corridore. Era una persona normale e per giunta con un mare di problemi. Aveva una moglie difficile da sostenere, una dipendenza dall'alcol che iniziava a renderlo schiavo ed accentuava i suoi problemi caratteriali e da ultimo quel figlio che per lui era un peso. Solo quando Andrea entrò nel periodo dell'adolescenza potè iniziare a vivere un rapporto vivibile con suo padre. Il ragazzo sarebbe stato il più bravo di tutti. Con questo obiettivo Franco rifiorì letteralmente e per un periodo smise anche di bere. L'impegno che metteva nell'allenare il figlio era incredibile. Lo portava due volte al giorno a correre e cercava di trasmettergli i trucci del mestiere. Controllava la sua dieta e cercava di fare in modo che evitasse gli stravizi che avrebbero potuto rovinarlo fisicamente. Andrea prese in odio la corsa, ma non lo disse mai a nessuno. Non aveva il coraggio di contraddire suo padre e poi, in cuor suo, sentiva che così almeno un genitore l'aveva ritrovato. Doveva stringere i denti e correre. Alla fine la storia non ha avuto un buon esito. Andrea si frantumò il ginocchio sinistro nel corso della sua prima gara. Uno scontro fortuito con un altro corridore pose fine per sempre alla sua attività agonistica. Nessun medico gli avrebbe mai più dato il benestare. Ne soffrì perchè sapeva che cosa sarebbe successo. Infatti il rapporto con suo padre si chiuse. Passarono gli anni. Morì la mamma di Andrea e ci fu il secondo matrimonio. Sopraggiunse la passione carnale tra l'ex corridore che ora faceva il barista e la sua matrigna. Tutto divenne difficile. Ma andare avanti in quei primi giorni significava appoggiarsi ad un qualcosa di grande. Andrea amava. Per la prima volta nella sua vita amava. E riusciva così ad immaginare un se stesso felice in un prossimo futuro. La moglie del padre sarebbe diventata sua moglie. Sbagliava. Speranza infrante. Tutto ora era ridotto a niente perchè non riusciva a correre in soccorso di Gigliola. Ma era possibile? All'improvviso una scarica di adrenalina gli diede la forza di fare quel che non era ancora stato in grado di fare. Riacquisì la giusta visione delle cose e diede una spallata alla porta. Volete sapere che cosa trovò dentro? La risposta è nelle righe precedenti. Da tutta la storia traspare la consapevolezza che la vita una volta dà ed una volta prende. Ad Andrea non andò bene. Trovò il coraggio di abbattere le sue paure insieme a quella porta ma non fu premiato. Però non è detto che sia per tutti così. Il coraggio di andare avanti può regalare premi. Ma in ogni caso non si può permettere che la paura vinca. Andiamo avanti. Andiamo avanti sempre.

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giovedì, 28 giugno 2007 ore 07:58

Ieri è stata davvero una pessima giornata. E pensare che al risveglio avrei avuto vicino a me tutto per poter passare ore serene e produttive. Ma ho cambiato i programmi iniziali e trasformato il mio mercoledi in un'assurda corsa contro il tempo. Sono salito su un treno che non aveva proprio senso prendere e sono tornato a casa prima del tempo. Perchè? Da dove tornavo? Mah, credo che conti poco. Quello che piuttosto vorrei condividere è un pensiero triste ma sempre più radicato in me. Come si convive con la voglia di vedere solo in fotografia persone che nella tua vita ci sono sempre state? Mi sento male oggi e mi sentivo male ieri, quando ho preso coscienza di questa sensazione forte e profonda. Mi conosco, a volte estremizzo quello che vivo, ma ora come ora so per certo che avrei quanto meno bisogno di una separazione di due o tre secoli. Poi forse tornerei, magari subentrerebbe un pò di nostalgia, ma non ne sono neanche del tutto sicuro. Oggi studierò in casa, penso tutto il giorno, con la speranza di rendere produttive queste ore. Speriamo che le pagine della mia procedura si assottiglino di un bel pò.

Ed il mio post non è finito qui. C'è sempre l'angolino dell'occhio sulla cronaca senza la quale non possiamo vivere. Mentre tornavo a casa ieri ho dato una sbirciata ad uno dei quotidiani gratuiti che girano per le nostre strade e dopo aver letto che Paris Hilton è uscita di prigione dichiarando di essere cambiata (e poche ore dopo era già la protagonista di una diretta televisiva), mi sono soffermato su una news che invece è davvero tragica. Ho conservato il giornalino per scrivere nomi e luoghi con la dovuta cognizione. è successo che una superstar del wrestling ha ucciso moglie e figlio e poi si è sparato. Il canadese Chris Benoit è stato trovato morto nella sua casa di Fayeteville vicino ai corpi della moglie Nancy (procuratrice di diversi lottatori) e del figlio Daniel di soli 8 anni. L'autore dell'articolo sostiene che il lottatore abbia probabilmente ammazzato i due usando le sue micidiali mosse. E l'articolo finisce facendo riferimento ad un collega di Benoit che nel 2005 moriva in circostanze ancora da chiarire. A quel punto mi sono fermato a pensare e come spesso accade il senso morale di mia nonna si è impossessata di me. Quel tipo di programma onestamente non l'ho mai guardato, ma sento da tanto che gli organi di stampa ritengono che sia un pessimo esempio per i bambini. Ho sempre pensato che fosse esagerato questo discorso, perchè in fondo sono solo dei personaggi irreali, ma ora mi dico..E SE INVECE AVESSERO RAGIONE?

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martedì, 26 giugno 2007 ore 07:51

Oggi è martedì..e tutto va bene. Ma si, dai. Malgrado la noia di ieri, nonostante la voglia di trasformarmi in un ombrellone pur di essere in spiaggia, tutto va bene. Oggi poi emigrerò verso lidi migliori e quindi la giornata inizia sotto i migliori auspici. Andrò conl libro, ma intanto andrò. E questo basta e avanza per farmi sorridere. Ieri sera mi sono messo a scrivere. Era da tempo che non scrivevo una storia con tutti i crismi. Di solito momenti del genere sorgono spontanei quando sono molto nervoso o molto felice. Mi andrebbe di postare l'inizio, così, tanto per sondare un pò il terreno, per vedere se raccoglie gradimento. Ma tra le altre cose ho guardato anche tanto YOUTUBE e sono incappato, per caso, nella serie di video che riguardano un chitarrista italiano che avevo visto in un film di Verdone. è un personaggio davvero divertente. Volevo postare un video, ma cercando in giro non ne ho trovato uno che non fosse diciamo MOLTO SOPRA LE RIGHE. Non me la sono sentita.però Vi posto una foto e se vi va potete andare da soli a conoscere questo Richard Benson, che in effetti è molto molto bravo con la chitarra. Di seguito metto una sua foto secondo me adeguatamente rappresentativa, e di seguito ancora l'inizio del mio racconto. è piuttosto triste,almeno per ora, ma mi piace. Cioè ha quel qualcosa che me lo sta facendo portare avanti. A volte inizio a scrivere delle cose che mi annoiano dopo due righe. Qui sta procedendo bene. Vedremo.

richardbenson 

A volte vorresti essere altrove e senti una specie di centrifuga dentro di te. Ogni cosa diventa grigia e la migliore compagnia del mondo diventa inutile. Non conta niente. La vita non è sempre rose e fiori. Spesso fa schifo. Ma poi sa regalarti gioie insperate. Per questo mi ritrovo ad avere venticinque anni ed una vita nuova davanti a me. Credevo che non avrei avuto una seconda possibilità, ma sbagliavo. Volete sapere perché? Sedetevi, magari prendete qualcosa da bere.

Se avrete voglia di ascoltarmi dovrete perdere un po’ di tempo. Inizio? Benissimo.

Sono nato in una famiglia che non mi voleva. E non c’ho messo molto per capirlo. Da piccolo erano botte tutti i giorni. Quando sei piccolo non capisci perché succedano cose di questo tipo. Piangi.

Ti disperi e ti aggrappi con ogni briciolo delle tue forze a quel singolo pensiero positivo che riesce a farti sorridere. Per me era il giocare a calcio. Allora non pensavo di diventare una celebrità.

Ero troppo piccolo. Nella mia testa si susseguivano come un film le immagini delle facce degli amici dopo che avevo segnato il terzo o il quarto gol. Ero felice sapendo di essere il migliore. Ma questi erano momenti transitori. Le mie giornate erano tristi. Mia madre non è mai stata una vera mamma. Credo che l’istinto materno a lei non l’abbiano mai dato. È sempre stata dura con me. E mio padre? Beh, lasciamo perdere. Dimostrava un po’ di calore nei miei confronti solo quando aveva bisogno che io uscissi dalla roulotte in cui vivevamo.

“Campione vieni qui!” era la sua frase tipica. A quel punto sapevo che stava per mandarmi dal suo amico Gino. La ragione era che lui e mia madre volevano abbandonarsi a quello stesso sesso sfrenato dal quale probabilmente ero uscito io, come inatteso errore. Erano talmente rumorosi nel fare l’amore che più di una volta sono stato costretto a subire scene pessime. Il maresciallo dei carabinieri che entra nella roulotte e trascina via mio padre in mutande in mezzo agli applausi dei vicini, quelli stessi che poco prima l’avevano denunciato per schiamazzi. Questa è stata gran parte della mia infanzia.

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lunedì, 25 giugno 2007 ore 07:20

Oggi il risveglio è stato difficoltoso. Vorrei avere la possibilità di rilassare davvero mente e corpo, ma non ci sto affatto riuscendo. Quando mi prendo una o due ore di relax la mente non si ferma di certo e continua ad urlarmi nelle orecchie che dovrei essere a pensare al dovere, perchè il tempo corre e non sta certo ad aspettare i miei comodi. Sapevo che queste sensazioni si sarebbero insediate nella mia mente. Dovrei sostenere in tempo record il mio ultimo esame universitario ma ne ho appena fatto uno e quindi devo far coesistere la fretta con il bisogno autentico di un pò di riposo. Non è semplice. E non solo perchè vedo tante cose da fare e posti gradevoli da visitare, ma anche perchè mi rendo conto che sto facendo violenza ai miei ritmi abituali. E lo studio rende? Oddio..meglio di quanto credevo, ma peggio di quanto sarebbe sufficiente. Ma ci sto provando. Questi ultimi tempi sono comunque gravidi di cambiamenti. Penso al mio paese. Una nuova giunta si è insediata ormai da mesi ed ovunque stanno nascendo cantieri. Almeno un paio di persone hanno ceduto le loro attività commerciali e devo dire che in particolare mi dispiace della partenza di una signora, dalla quale mi rifornivo da sempre di penne e cancelleria. Le cose cambiano attorno a me e so bene che anche io cambio, anche se mi vedo sempre più o meno uguale. Ma vado avanti. E siccome nutro la mente, ma alimento anche il fisico, ora vi mostro delle immagini esclusive di me che faccio ginnastica..ma mi raccomando..non rivelate in giro la mia identità segreta. GRAZIE

Notizie dell'ultima ora: Qui non è l'ANSA, ma un povero organismo bi-cellulare (il che non vuol dire che io abbia due telefonini, ma che mi sono rimasti due neuroni funzionanti) che ha appena salvato il suo primo ed amato blog. La piattaforma sta per chiudere ed io ho scaricato quanto ho riversato di me in quelle pagine ben più scarne di queste, ma non per questo poco amate. Ho guardato un pò in giro, in mezzo alle cose scritte da me, e devo dire che è stato come tornare in una casa abitata nell'infanzia. I muri sono rimasti quello che erano ma è venuto a mancare il calore che rendeva quel posto speciale. Ma va bene. Non sono triste. Ho capito che la comunità si è spostata e non si sfalderà. Questo è quello che alla fine deve contare. Ma comunque, mentre giravo, ho trovato testi che non ricordavo più e che mi hanno stupito. Li trovo gradevoli. Ne ho scelto uno per tutti. La destinataria qui su SPLINDER ha avuto poco spazio (almeno fino ad ora) perchè questo nuovo blog ha assunto da subito una connotazione direi quasi giornalistica. Quando mi sono dedicato al diario ho scritto solo pezzi estremamente legati a paure e simili. Ma ora cambio un attimo registro e dedico a LEI questo pezzo preso da DIABLOGANDO.

TI AMO

VARI MESI PASSATI
IN UN SOFFIO DI VENTO
REGALATI DAL CIELO
E DAL MIO BUON DESTINO
HAN PORTATO UNA DEA
A SEDERSI QUI ACCANTO
AIUTANDOMI UN POCO
AD ANDARE Più AVANTI.
SO CHE TU SEI PER ME
Ciò CHE NON SO SPIEGARE
MA SO CHE VIVI IN ME
E MI RENDI FELICE.
QUESTE RIGHE SON SOLO
UN AUGURIO PER NOI
Perché INSIEME SI POSSA
AFFRONTARE OGNI COSA.
GIUNGERANNO MOMENTI
TRISTI ED ALTRI SAPRANNO
COLORAR DI RISATE
IL TUO VOLTO STUPENDO.
Ciò CHE SENTO è CHE TUTTO
VIENE MOLTO NORMALE
TU FAI PARTE DEL QUADRO
DI OGNI COSA CHE VIVO.
OGGI COME ANCHE IERI
IO TI DICO TI AMO
CHE SIGNIFICA AMORE
PUOI CONTAR SU DI ME.

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domenica, 24 giugno 2007 ore 08:35

Il tempo è strano. Qui da me a prima vista tutto sembra essere nella norma, ma se poi stai fermo all'aria aperta per più di cinque minuti inizi a sentire freddo. Sono stufo di questo clima. Questa mattina ho aperto gli occhi con i postumi del tempo passato all'aria aperta. Ieri, 23 giugno, ho avuto la malsana idea di andare al mare (che strane abitudini che ho..) e stamattina mi ritrovo ad avere un pò di raffreddore. Pazienza. Che posso farci? Trattengo l'ira funesta tipo coyote e mi appresto a studiare. La procedura civile non si apprende da sola. Devo sbrigarmi. Ma devo dire due cose. Certamente il lavoro è ancora lungo, però riesco a leggere con poca fatica anche se ho cambiato le mie abitudini. Di solito tra un esame e l'inizio dello studio dell'altro ho sempre lasciato passare una settimana o quasi. Questa volta, siccome ho voglia di sbrigarmi, mi sono preso solo un giorno di totale vacanza. Ora si tratta solo di andare avanti in maniera costante e regolare, devo evitare di saltare giornate di studio e trasformarmi in una specie di schiacciasassi. Devo andare avanti. Proverò a sfruttare il primo appello,anche se è troppo vicino, e proverò a godermi l'estate per quello che mi sarà consentito. Da qui all'esame uscirò ma uscirò  il meno possibile. Dovrei studiare anche di notte, ma ho bisogno di fare anche altre due o tre cose. Vediamo che cosa c'è scritto nel libro del mio destino.

Ma tornando a ieri vorrei raccontare un aneddoto che mi ha lasciato basito. Conoscete la rivista DI PIù TV?? Io la conoscevo. Diverse volte è capitata in casa mia. Trovo esilarante la pagina degli autografi da collezione. In questa capiti di fronte a facce mai viste di presunta gente famosa. Di fianco ci sono le riproduzioni delle loro firme all'interno di riquadri circondati da linee tratteggiate. Puoi ritagliarli e conservarli. E fin lì niente da dire, anche se potrei soffermarmi per sei ore su questi personaggi. C'è un'altra cosa che mi ha letteralmente sconvolto. Gira che ti gira incappo nella rubrica della POSTA DI ROSARIO RANNISI. E chi cazz è?? Leggo lettere inviate a questo guru della psicologia da ciurme di bambine poco più che dodicenni. Su di lui non è riportato neanche uno stralcio di biografia.Arrivo a casa attorno alle 23 e sono ancora scosso da questo atroce dubbio. Sarà uno psichiatra? Un santone indiano? Apro GOOGLE ed incappo in un fantastico forum a lui dedicato. Sotto tre o quattro foto trovo la biografia che cercavo. Rosario Rannisi..VINCITORE DELLA FATTORIA TRE! A quel punto mi fermo un attimo a pensare ai preziosi insegnamenti avuti da una mia ex ragazza che guardava sempre LA FATTORIA. è un reality fatto da personaggi famosi! E lui chi è?? Ma famoso dove..e per chi?? Continuo la mia ricerca e trovo che questo allegro giovanottone ha partecipato ad un GRANDE FRATELLO e poi è stato assoldato per la FATTORIA. E lì cala un velo di tristezza. E si amici..perchè per uno come me che amerebbe scrivere per vivere queste cose sono una pugnalata. Vai qualche mese in tv a fare cose che lasciamo perdere e poi ti regalano una rubrica. Sono cose brutte. Ma ora la procedura civile chiama. Ed io rispondo. Ma prima lascio una foto del buon Rosario. Lo conoscete?

rosario-rannisi-GF

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venerdì, 22 giugno 2007 ore 13:34

Avete mai ascoltato W RADIODUE? Io quando posso non me la perdo ed alla fine quasi sempre non riesco a non pensare al bene che farebbe il grandissimo Fiorello alla nostra televisione. Una volta vivevo incatenato al tubo catodico, mentre oggi il mio tempo lo passo anche in maniera diversa. Ma a volte capita. Prendo il telecomando fiducioso quanto Emilio Fede prima delle elezioni, ma poi mi ritrovo a dormire di fronte a trasmissioni fatte in serie. Fateci caso. Quando si gira per i canali di Silvio puoi stare sicuro che: la Marcuzzi ti dirà dei suoi problemi di pancia, incontrerai qualche reduce del Grande Fratello e beccherai Vittorio Sgarbi con la bava alla bocca e le mani pronte ad attaccarsi al collo del malcapitato di turno. Nel corso dell'inverno scorso la trasmissione più seguita è stata LA PUPA E IL SECCHIONE. Ma avete presente? E vogliamo parlare delle fiction? Leggo in giro che l'unico che dopo tanto tempo tira la carretta per tutti è IL MEDICO IN FAMIGLIA. Ma ormai c'è rimasto solo LINO BANFI. Per il resto ci sono attori che si alternano ogni anno. Non sanno più cosa inventarsi. Ma torniamo all'intrattenimento. Perchè era di quello che volevo parlare. Una volta per strada ho assistito ad una scena allucinante. Gente prostrata ai piedi di una ragazza comunissima. Mi chiedevo se fossero impazziti tutti. Ho chiesto chi fosse. Mi hanno risposto che era la vincitrice di AMICI. Dopo aver ammesso che non la conoscevo ho avuto paura di essere lapidato. E quindi facilmente leggo o scrivo invece di guardare la tv. Sono talmente rimbambito di mio che se dedicassi più tempo alle trasmissioni televisive non potrei che peggiorare ormai irrimediabilmente. Ma una volta amavo l'intrattenimento leggero. Chi ha letto un pò del mio blog avrà notato le ricorrenti citazioni della Gialappas. Ora ci vorrebbe di più. Voglio Fiorello. Ridatecelo!!

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giovedì, 21 giugno 2007 ore 07:54

Ieri ho fatto una riflessione originale come poche. Avete presente gli euro? Quelle simpatiche monete che girano nelle nostre tasche da qualche tempo? Che cosa hanno portato di buono? Oltre ad un aumento delle ernie dovute al peso che la gente deve sostenere, direi ben poco altro. ieri Sono stato al mare ed ho deciso di pranzare fuori. Ho speso l'equivalente di 30mila lire di una volta! E solo per mangiare. Ok, non ero da solo. Va bene. Ma cavoli pensare che una volta trentamila lire rappresentavano un vero e proprio piccolo tesoretto mi sembra incredibile. Non sono abituato a fare questi discorsi in maniera ricorrente, ma quando vedo i ragazzini cresciuti a suon di euro mi viene da pensare che non abbiano una comprensione reale della questione. Sono dei piccoli capitalisti. E vabbè, come diceva il titolo sembro un pò mia nonna. Ma tiriamo avanti. Ho fatto colazione e come sempre mi sono fatto un giro per la rete, ma non ho trovato niente di troppo stuzzicante. Questa mattina le uniche gioie me le ha date il tg. Ho acceso la tv sul cinque e nello spazio delle previsioni del tempo non ho trovato il colonnello Giuliacci. Se qualcuno ha notizie mi faccia sapere. Che sia andato a fare un bagno con gli amici del centro Epson? Poi hanno parlato di politica, tanta, troppa politica. Prodi ha sostituito il capo della Polizia di Stato senza dirlo a nessuno. Ho come l'impressione che ormai siamo ben oltre l'atteggiamento politico normale corrispondente al litigio. Siamo ai punti che ci si fanno i dispetti come i bambini dell'asilo. A me hanno stufato. Ed ho sentito che il governo ha chiesto 18 volte la fiducia. Devo essermi perso qualche puntata. Prodi. Ormai ambisce a buon diritto al titolo di uomo PIù ODIATO D'ITALIA. Già con il suo apporto all'introduzione dell'euro aveva perso punti. Ora mi chiedo che vita sia ridotto a fare. Vedremo. Se elezioni devono essere..che siano elezioni! Buona giornata

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mercoledì, 20 giugno 2007 ore 08:05

Ieri mattina ho sostenuto il mio penultimo esame universitario. Ne manca solo uno e li ho finiti! Sembra incredibile, ma ho quasi finito. Eppure incredibile non è perchè è passato il tempo che doveva passare e pure di più. Nel corso di questi ultimi anni ho vissuto a volte intensamente, altre in maniera più tranquilla. E mi ritrovo a non aver ancora finito. Ho fatto altre esperienze, siamo d'accordo, c'è stato anche un pò di lavoro di mezzo, ok, ma ora dovrei avere già finito. Alcune persone che conosco direbbero che l'importante è esserci. Si, probabilmente è vero. Ma ora mi chiedo come sarà quando saremo al giorno della laurea. Come potrò conciliare la sensazione di aver compiuto un'impresa con la consapevolezza di averci messo troppo? So bene di essere nella media, forse anche poco sopra, eppure penso questo. Ma veniamo a ieri. Sono andato all'esame decisamente tranquillo, avendo dalla mia parte la consapevolezza di aver studiato davvero tantissimo ed aver guardato e riguardato ogni minimo dettaglio. Appena arrivato in Facoltà ho avuto uno scontro con una bidella. Ci sono due bagni ed io ho messo piede nel primo, salvo uscirne quando ho visto che il pavimento era bagnato. Sono andato nel secondo. Diciamo che lei non ha gradito molto. Ma veniamo all'esame. Chi ne ha sostenuto almeno uno saprà che quando sei lì in attesa fai caso a chi sembra buono e chi no. Controlli interroganti ed interrogati. Io sono capitato dai più stronzi! Diciamo le cose con il loro nome. Sono finito da due assistenti che interrogavano in coppia. Appena mi sono seduto uno dei due si è assentato. La signorina rimasta era davvero gentile. Quando poi è tornato il collega, il mio destino stava quasi per tramutarsi in una tragedia. Diciamo che mi sono salvato rovinando in parte la media, ma mi sono reso conto che l'idea di tornare per tentare di mantenere un 26 di media, mi faceva davvero schifo. E quindi sono qui oggi a pensare a questa giornata che sarà di mare e che mi divide dall'inizio dello studio dell'ultimo esame. Domani la giostra torna a girare. Speriamo che lo faccia per poco! Non ho più voglia di pensare a queste cose. Voglio iniziare ad organizzare la mia vita. Voglio smetterla di restare al palo. Andare avanti deriverà anche solo dal cambiare prospettive. So bene che una laurea non consentirà di diventare automaticamente un ricco signore soddisfatto con sei o sette case ed una macchina diversa per ogni giorno della settimana. Laurearmi mi permetterà di cambiare aria dopo tanto tempo. E sento di averne davvero bisogno. Ora inizia la mia giornata. Metto il costume e vado ad immergermi nel mio amato mare. La giornata è deliziosa e l'estate da ieri ha deciso di venire a fare un salto in Liguria. Per fortuna! a presto

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domenica, 17 giugno 2007 ore 08:02

buffe12

Eccomi! Come diceva il mio non-amico Alex Britti "OGGI SONO IO". Se volete immaginarmi, pensarmi o comunque avermi in mente, pensatemi come questo simpatico coniglietto. Occhio fisso e testa inclinata a schiacciare il mento contro il petto. Sto messo male. Ma non perchè ieri sera mi sia dato a chissà che bagordi (figuriamoci). L'ultima volta che mi sono realmente disfatto Babbo Natale aveva ancora tutti i capelli neri. La ragione è che sono stanco di fare quello che sto facendo ma che spero di fare ancora per poco. Per questo post, nato dalla semplice voglia di fare pausa, ho pensato ad un inizio sprint, ma già mi sto spegnendo. Ci starebbe bene una barzelletta, magari una di quelle molto lunghe e con tanti personaggi, però non ne conosco. E quindi penserei di proseguire facendo una specie di quadro della situazione. La mia testa ultimamente capisce meno del solito. Pensavamo (io e lei) che lo studio l'avrebbe fatta da padrone in un periodo estivo che mi pareva avessero annunciato come bollente. Ed invece sembra che sia settembre. Il tempo Fa talmente schifo che mia sorella (che aspettava il mare da Natale scorso) ha annunciato mesta che inizierà presto i compiti delle vacanze. Io sono in confusione non capendo più il periodo che vivo e direi che forse l'unico che se la gode davvero è il mio cane. Di solito in questo periodo ha sempre assunto le sembianze di uno scendiletto. Ma invece è agile e scattante e per nulla disfatto dal caldo. Se anche ne subisce un pò (in quei brevi intervalli di simil-estate) poi dopo piove a dirotto ed allora torna a stare bene. Insomma, speriamo che tutto torni presto nei ranghi. Ora bisogna che vada.

PS. Domani sono 65 anni. Il nuovo disco mi piace e molti lavori precedenti anche. Ti guardo e non vedo quel bassista appena ventenne, ma il compositore sessantacinquenne che verrà ricordato per sempre. AUGURI

mccartney_photo

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mercoledì, 13 giugno 2007 ore 22:29

 Tanti anni fa, in un momento che la mia memoria non può ricordare, moriva un ragazzo siciliano all'apparenza simile a tanti altri. Odio i post infarciti di retorica, ma ora sono qui, forse a scrivere una cosa che non amerei leggere. Ma non importa. Per questa storia faccio una piccola eccezione. Ho voglia di farla perchè questa storia mi ha colpito fin dalla prima volta che l'ho sentita. Giuseppe (Peppino) Impastato moriva quando più o meno aveva l'età che ho io adesso. Erano gli anni settanta, e lui aveva passato la parte finale della sua vita facendo politica attiva contro la mafia. E lo faceva non con le belle parole e tenendosi a debita distanza. Agiva sul territorio e diceva le cose in faccia quando le doveva dire. Aveva una stazione radio e la usava. La usava giornalmente come una spada che dava voce al malcontento che anche grazie a lui ha acquistato forza e convinzione. La Mafia non aveva più il monopolio sulle coscienze dei giovani. Era incredibile, credo, quello che la gente vedeva. E credo che in molti immaginassero il finale tragico che ha reso Peppino un martire ed un simbolo di lotta valido ancora oggi, a distanza di tanto tempo. Potrei mettere numeri, date e riferimenti più precisi in questo post, ma non lo farò. Non lo farò perchè non voglio raccontare la storia di Impastato. Quella potete trovarla in internet con estrema facilità. Sono qui per raccontare che la casa-museo in cui Peppino ha vissuto è stata vittima l'altroieri di un atto di feroce barbaria. L'hanno deturpata con dell'acido corrosivo. Io non so chi sia stato. Non credo che lo si sappia. Ma so che l'associazione Impastato si era recentemente opposta alla proposta che voleva intitolare ad un ex politico colluso con la mafia una sala consiliare di Cinisi. Traete voi le vostre conclusioni. Io sono rimasto molto colpito da questa notizia di cronaca.

Chiudo postando un video tratto dalla scena finale del film "I CENTO PASSI", storia di Peppino Impastato. Il protagonista è stato da poco ucciso dalla mafia ed i parenti si ritrovano di fronte alla bara. Buona notte a tutti.

 

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